Performing with Bracewar, Saint Diablo, and Seraph at Kingdom in Richmond, VA on November 28, 2011. Be sure to keep an eye out for a full photo set on flickr.
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Yesterday while i was getting down to a circle pit, having a fucking good time, I’ve realized how little was the crowd for Bring Me the Horizon. And I’ve realized also how much I’ve suddenly felt in peril because anti-death metalcore people looked like angry ogres ready to chop our heads off.
Bring Me the horizon was (…amazing) actually the band which had less to do with all the others (still i wonder which logic was applied in the planning of the tour), but they played so good and I admire how good they were at keeping the concentration too, while all around me, a mass of ignorant fuckers started raging them after the third song. Animals.
I’m just utterly amazed by the stupidity of metallers when they are all together.
I suppose their brain cells attract each others, collapse and explode. Or self-destroy. If you shake their head it’s like shaking those Christmas balls with fake snow inside (but you shake dundruff off their hair instead).
I expected it, but it’s unfair to have a gig ruined in the intermissions by deafening whistles and loud fuck offs.
If they had had bottles they would have pissed in them and thrown them on stage.
“We want Machine Head, go the shit out of here, you faggots”.
Not the mention a riot was almost avoided when they put on 10secs of a Skrillex remix before the starting of a new song. Oh, fuck..what’s the fuckin matter?
Why do you have to be so bad? Just go and have beer if you don’t want to listen to who you know you don’t like. If you stay and you don’t move is because you like to watch them! So sew your mouth, which is good only at burping and go head-banging and spreading dundruff and hair all around instead of yelling in my ear “Oh c’moon, this is shit, this is music for pussies, these are all fags!”.
I’d like to listen, shut the hell up. Thank you.
Actually I don’t know why they get so mad. It’s just 7 songs for God’s sake. They won’t steal stage and time to your fuckin Machine Head. You’ll have your stupid show. The 40 euros ticket will be paid off. So stop being such beasts. What’s that with the cursing and stuff? Is there any use?
You stupid nerds who will probably wank off on sleep-inducing 20minutes long guitar solos and have limp dicks when it’s time to make out with girls.
Oliver might be a faggot for you, with that as-you-called-it emo hair and all over tattooes, but in the meanwhile he’s on a stage with an amazing band (not you, with yours that still make rehearsals playing ancient, paleolithical covers) and he has shitloads of money too. Which means that even if he is an asshole he must have done something very intelligent in his life.
And in all of this, you’re still down in the row, whistling and telling him to fuck off with your 2inches dirt crust on your skin and leather clothes and boots that make mushrooms growing inside? I guess you are the losers. Not him or the band or the music they play.
I don’t want to be a moralizer. Once I posted a drawing with the sentence “I judge people by their music taste”. I admit that I need particular affinities to find someone interesting and I am more attracted by people who have good tastes and knowledge in music, because that’s my field and I like to be surrounded my people I feel similar to. But this is such a banal quote, that’s so silly to even mention it! We wouldn’t be called in different ways if we were all alike and even genres wouldn’t exist.
Let me say, I don’t like to generalize, I know it’s bad and that’s why i don’t actually snub people if they don’t like what i listen. I give them a chance if it happens to have a talk. In my life I’ve probably discriminated too, but at least I let it happens only in my head.
And there’s nothing wrong with it.
People by nature search for similarities.
And we must not necessarely like each other.
In the end there’s something in the way some people think and live that makes me dismiss them immediately. And I promise I tried to get along with everyone but it just doesn’t work. So I really though Machine Head and all the others were shit. The bad one, really. That kind of shit you think “Oh my god, please stop it” but I simply left the club, I didn’t shout it out in the middle of the crowd, spitting on other people’s head and waving fuck fingers up.
Civilize yourself.
You’re fouls.
Lily x
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2 anni
Scrivo questo post dal letto di casa mia, affianco a me la mia dolce metà che riposa beata. Oggi sono due anni che stiamo insieme. Ne abbiamo viste di cotte e di crude, affrontate di tutte le salse e ancora adesso ne affrontiamo ma non demordiamo mai perché dentro di noi la forza di andare è tanta. L’amore e la passione l’uno per l’altro ci guidano giorno per giorno. Due anni non sono noccioline e non sono stati tutti rose e fiori ma in una relazione che dura ci si confronta su tutto, si litiga, ci si arrabbia ma alla fine si fa sempre pace e si va avanti. Noi è due anni che usiamo questa tecnica e tutt’oggi al 25 (ormai 26 di ottobre) io sono follemente innamorato di questa donna con la quale vivo tutti i giorni della mia vita.
Tutto questo per dirvi: “Non tiratevi mai indietro nelle relazioni, fronteggiate i problemi, affrontate i vostri demoni interiori, solo così potrete avere una persona accanto che vi ama in tutto e per tutto”.
Detto questo, un pó di hipster cycle e poi a letto.
Notte mondo del web.Loading... -
ce n'est pas un pistolet.

era il 1830 e Delacroix decise di armare un bambino di 15 anni con due pistole d’ordinanza della Marina Francese che è un pò come fare per due volte lo stesso errore. diciamo che è come farsi la seconda pera. sei colpevole ma soprattutto sei cosciente della tua colpevolezza, il che ti rende tremendamente più colpevole di quanto lo eri in precedenza. con la prima pistola spari, con la seconda spari di nuovo. i moti del 30-31 rimangono incollati alle pagine della storia non tanto perché sono una rottura di coglioni ma perché a muovere la rivoluzione non furono i cosiddetti “morti di fame” ma la classe borghese, che allora stava di un bene che neanche te lo sto a spiegare: cacciagione a profusione, sesso non protetto ma soprattutto zero bidè. nonostante questo Delacroix mistificò completamente la componente di maggioranza della rivolta, quella borghese appunto, dando al suo dipinto una valenza puramente propagandistica. dividere il popolo in classi sarebbe stato come dimezzare la sua forza d’urto e questo Delacroix non lo accettava, sapeva bene infatti che concedere la rivoluzione ad una sola parte di popolo avrebbe significato mandare a puttane la rivoluzione stessa. nel dipinto così compaiono partendo da sinistra: un popolano scamiciato armato di sciabola, un signorotto col cilindro vestito di tutto punto, una donna con le sise di fuori (che faceva volare l’auditel anche nel 1830) e il nostro bambino armato di pistole. i quattro infoiati guadagnano metri calpestando i cadaveri dei caduti, tra cui possiamo riconoscere sia civili che guardie del Re. un’immagine estremamente dura che non lascia intendere messaggi nascosti: per Delacroix cambiare la realtà è un fatto di sangue.
[pausa]
vorrei girare intorno al discorso per non sputare sterili sentenze ed evitare di dare a tutto questo una parvenza politica. vorrei corteggiare l’argomento per un po’ prima di chiedergli di scopare, così giusto per addolcire il frangente. la politica , quella concepita come mestiere e non come servizio, non la si sfiorerà neanche perché ultimamente si è rilevata per quello che è: una frigida zitella con dei gravi problemi di secchezza.

spesso negli ultimi tempi mi è capitato di incappare nei controversi scritti di Slavoj Zizek, un filosofo e studioso di psicoanalisi sloveno. lungi da me capire una sola parola di quello che dice o di quello che dicono i filosofi o gli psicoanalisti (per carità di Dio sono bello e mi piace la fica) ma le mie opinioni sentono a volte il bisogno di sostegno, giusto per avere la conferma di non essere pazzo. di sostegno me ne serve uno, sia ben chiaro, non cerco affatto il consenso numerico, quindi quando ho la fortuna di leggere due tre frasi che “se avessi studiato…cazzo, l’avrei detto proprio così!” allora mi aggrappo ad esse come si fa col salvagente. una volta assunte le cose che leggo le lascio incontrare con la mia, povera, esperienza senza dimenticare di distinguere quello che mi infervora da quello che mi annoia. è così che gli ignoranti costruiscono la propria opinione ed è così che io mi sto costruendo un opinione. tengo a specificare che la mia riflessione non nasce da un fatto d’attualità, bensì lavoro sulle mie idee costantemente nutrendole quando posso, come posso. la domanda che mi pongo e che mi ha mosso a scrivere valutazioni è la seguente: come hanno fatto ma soprattutto chi ci ha convinto che la violenza è sbagliata?
quello che ho notato nei giorni scorsi è stato questo: un SUV in fiamme in Via Cavour ci indigna, un paese massacrato dalla rivoluzione come la Libia ci fa gridare alla divina giustizia e non solo. mandiamo in Libia caccia bombardieri a distruggere SUV, alimentari di tenerissime vecchie in lacrime e piazze dall’inestimabile valore storico. posso quindi appurare con certezza che i miei concittadini escludono a prescindere la violenza dagli elementi fondamentali che portano ad una transizione. tornando a Slavoj, lo studioso pochi mesi fa ha rilasciato un’intervista in cui cercava di spiegare la sua personale opinione su quello che lui chiama violenza popolare emancipatoria, una sorta di violenza necessaria che consiste nell’immobilizzare un paese tramite l’occupazione di luoghi pubblici. una roba che non si è inventato lui in fin dei conti, ma un conto è quando a dirtelo è un tossico fissato con la musica reggae un conto è quando quel qualcuno c’ha tre cattedre. poi lo stesso Slavoj si rincoglionisce in un’intervento sull’Internazionale di Febbraio in cui afferma che in fin dei conti Mubarak è stato cacciato senza violenza da parte dei manifestanti, probabilmente una marchetta editoriale bugiarda e senza alcuna logica. vabbè, generalmente dopo i 40 ci rincoglioniamo tutti, ci sta.
[pausa]
è la mattina di Lunedì 17 e il mondo ha ormai digerito le ultime news che vengono da Roma. mi faccio un giro su Facebook, poi su Twitter, leggo pareri, leggo giornali, leggo blog, ascolto esperti, accendo la TV, spengo la TV, mi faccio una sega. una normale mattina di cronaca che però poi sfocia in uno stato di confusione senza precedenti: mi sento solo perché tutti la pensano diversamente da me. in due giorni ha preso piede l’idea che la violenza è totalmente sbagliata, sempre, e che i facinorosi (questo termine l’abbiamo tutti imparato da Porta a Porta perché prima credo neanche esistesse) erano da allontanare, erano da arrestare, erano da fermare. faccio un giro sui blog dei facinorosi che si giustificano dicendo che i cortei pacifici e i pesanti schieramenti delle forze dell’ordine hanno impedito alla frangia violenta di accedere ai Palazzi. mi sento male. ho letto bene? “i cortei pacifici” hanno impedito il defluire delle frange violente in direzione dei Palazzi? faccio un giro sul blog del Popolo Rosa, loro generalmente sono delle checche senza esclusione di colpi, si cagano sotto neanche si fumassero le purghe. e infatti è così: il giudizio è unanime, “quella gente ha rovinato Roma, ha rovinato la manifestazione, ha rovinato tutto”. c’è un link a piè di pagina che porta ad una lista. è una lista dei parlamentari del PD. sono messi in classifica e il primo è il deputato che da più tempo è stipendiato dal Parlamento, l’ultimo è quello che è stipendiato da meno tempo. scorro i nomi e ce ne sono tanti. mi soffermo su uno, o meglio, uno me lo ricordo bene: Giovanna Melandri, parlamentare da 17 anni, retribuita con circa 15 mila euro mensili. in quel momento mia madre passa per il corridoio, ha il mal di schiena, nell’ufficio dove lavora c’è l’aria condizionata a stecca. si lamenta spesso che è stanca, non posso di certo darle torto. si sveglia la mattina alle 7 da trent’anni è normale abbia i suoi cinque minuti. c’è un video che mi colpisce particolarmente di quelli che hanno fatto il giro del mondo. è il video di un ragazzo che prende una statua della Madonna e la frantuma per terra. subito dopo un gruppo di manifestanti lo bloccano e cercano di linciarlo, lui riesce a scappare. quel video lo riguardo spesso, anche oggi l’ho fatto. lo riguardo e ogni volta ne traggo conclusioni diverse ma che seguono tutte la stessa linea: è il gesto più bello che un giovane confuso può compiere.

a Times Square a New York centinaia di manifestanti sono recintati ai lati della strada mentre dei poliziotti camminano tranquilli. alcuni manifestanti sono appoggiati alle recinzioni, sembra un set di Romero. Times Square è bellissima, la realtà nella città di NY rimane il film più bello per descrivere la sua contemporanea maestosità. le immagini sono con l’audio anche se non si sente volare una mosca. è il 15 Ottobre, il trend topic su Twitter in tutto il mondo è il seguente: #globalchange. spengo tutto mentre sento di poter trarre alcune conclusioni. hanno lavorato su di noi per dividerci nella nostra tristezza. hanno creato il dissenso innocuo imprigionandoci nel conforto della pedagogia spicciola di espressioni come “la violenza non porta a nulla”. siamo diventati le cose che possediamo, divoratori di pillole. hanno ridotto la nostra vista a tal punto da non permetterci di vedere l’importanza epocale di un gesto geniale e visionario come quello della distruzione della statua della Madonna. come degli orfani che non accettano il lutto di un Dio che non c’è più per nessuno difendiamo schizofrenici i nostri idoli pagani. quell’immagine continua a parlarmi: l’oppio è finito, dice. sei un Dio che non paga le tasse, cosa aspettavi sarebbe successo? e hanno trasformato le già obsolete manifestazioni in gite fuori porta, nell’oblio delle droghe leggere, nel frastuono della musica ad alto volume. riusciamo a vivere nelle contraddizioni dello status quo che noi stessi lasciamo vivo e vegeto. nel fare per non fare c’è la colpa più grande che ricade solo sulle nostre spalle, sulle nostre mani piene di calli, sui nostri figli indignati ma silenziosi. io non ci riesco ad esprimere tutto quello che vorrei esprimere perché l’effetto del loro potere non fa prigionieri, fa solo morti, così le parole a volte mi si strozzano in gola e riesco solo a sbuffare. ci lasciano giocare alla rivoluzione permettendoci di diventare gli indossatori ufficiali della maschera di V per Vendetta, una maschera che ha una storia raccapricciante alle sue spalle: il viso umano da cui è tratta è quella di Guy Fawkes, un’anarchico inglese che nel 1605 tentò di far saltare in aria l’intero Parlamento con dentro il Re Giacomo I e tutti i membri del suo Governo. non ci riuscì e venne giustiziato. ci permettono di vestire la sua maschera, ho visto padri applicarla sul volto dei propri figli minorenni, gli stessi figli minorenni che ogni anno da almeno cento lunghi anni, nelle nostre scuole, incrociano lo sguardo con quello del quindicenne armato di Delacroix e non capiscono che gli uomini grandi lasciano sempre degli indizi a quelli che verranno e che “La Libertà che guida il Popolo” non è nient’altro che un prezioso indizio. fatevelo dire: c’è un motivo per cui quel dipinto non si chiama “Facinorosi distruggono San Giovanni”.
perché cambiare la realtà è un fatto di sangue.
diamo fiducia alla violenza.
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